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“ESPLODI O MANDI GIÙ?” SULLA RABBIA…

Categories: Rubriche,Sinfonia a due mani

Quando si presenta un problema, subiamo un’ingiustizia, non riusciamo a raggiungere un obiettivo, come reagiamo? Riusciamo a mantenere la calma, riflettere, e trovare una strategia per andare avanti, o perdiamo la pazienza, ci arrabbiamo e come un vulcano in eruzione distruggiamo quello che incontriamo davanti?
La rabbia è una delle emozioni fondamentali di cui siamo dotati per affrontare in modo adattivo e sopravvivere nel nostro ambiente, è quell’energia che ci spinge a combattere e raggiungere i nostri obiettivi, quindi non è di per sé negativa. Può anche essere una risposta nei confronti di un’ingiustizia subita o di una frustrazione dei nostri bisogni, come quando ci viene negato qualcosa: basti pensare al bambino piccolo che desidera un gelato ma è ora di pranzo, la sua reazione è generalmente di protesta, piange, urla, scalpita…, quindi è normale provare rabbia in certe situazioni.
Alcuni studiosi ne hanno individuato vari tipi: la rabbia “malevola” che esprime disprezzo o desiderio di vendetta, la r. di “sfogo” che serve a scaricare una tensione, spesso su chi non c’entra nulla, quella “costruttiva” che fa valere le proprie ragioni, coinvolge e rafforza le relazioni, quella “positiva” che ci aiuta a reagire e a risolvere i problemi (comunemente chiamata “grinta”), che sta all’opposto della paura, la quale al contrario ci fa scappare via. Come un muscolo, la rabbia va allenata, tuttavia, dobbiamo alimentare la rabbia “positiva”, quella che ci da l’energia per abbattere gli ostacoli, la forza necessaria per affermarci e farci valere, che ci spinge a lavorare di più e a sopportare gli sforzi. Anche nella Bibbia si parla della rabbia come “giusta e sana indignazione”, ovvero Dio che si indigna di fronte alle ingiustizie, altri personaggi come Davide o Paolo (Sal 7, 11; 2 Sam 12 ss; Gal 2, 11-14), anche Gesù si è arrabbiato trovando i venditori nel tempio (Gv 2, 13-18): nel caso della giusta indignazione, non si difende la propria causa, ma si difendono gli altri o si lotta per un giusto principio: dunque, un tipo di rabbia costruttiva.
La rabbia diventa un problema, quando non riusciamo a controllarla e a modularla, infatti, quando siamo stanchi o stressati, si abbassa la nostra soglia di tolleranza e la nostra capacità di controllarci, dunque è più facile reagire in maniera sgarbata e irosa; tuttavia, ci sono persone, la cui modalità relazionale è caratterizzata prevalentemente da un atteggiamento teso, poco controllato, poco paziente, per cui queste persone reagiscono facilmente provando fastidio, arrabbiandosi, se non addirittura in maniera violenta. Alla base di ciò si possono trovare tante cause, anche connesse tra loro che si intersecano, ad esempio una scarsa tolleranza alla frustrazione, l’aver subito varie ingiustizie nel corso della vita, l’aver imparato all’interno del proprio nucleo familiare a reagire di fronte ai problemi e alle difficoltà in maniera aggressiva, o aver subito comportamenti violenti da parte di altri (compagni, educazione autoritaria-aggressiva), e altro…
Le cose si complicano quando da semplice reazione “a caldo” ci si sposta ad altri livelli superiori,
quando alimentiamo pensieri negativi, soprattutto quando prevale un atteggiamento rigido, teniamo il muso e indugiamo sullo stato di rabbia, quando non riusciamo a superare la delusione, lasciamo che l’orgoglio e il rancore si alimentino e ci attacchino nell’intimo: la rabbia di per sé non è peccato, lo diventa quando ad essa seguono orgoglio, risentimento, invidia, critica, giudizio e non fanno che alimentarsi a vicenda, come un vortice.
Nella mia vita non avevo mai provato rabbia “distruttiva”, ho sempre cercato di evitare i pensieri negativi, reagendo con un atteggiamento più remissivo, aspettando con pazienza speranzosa, ho sempre “mandato giù” ogni boccone amaro, ma la pazienza si è esaurita, e l’atteggiamento tollerante ha dato spazio al suo opposto, l’intolleranza, sono letteralmente esplosa! Si sono verificati insieme due eventi molto forti, uno dei quali ha riaperto una ferita profonda che si apre e sanguina ogni volta che si tocca, legata alle relazioni familiari, e uno legato all’ingiustizia nel campo professionale. È un’esperienza che mi stava logorando e mi toglieva la pace, non riuscivo neanche a pregare bene, perché avevo un vulcano dentro pronto ad eruttare. Per mesi, nonostante Eucaristia e Confessione e pregare il Signore di liberarmi dal rancore e dalla rabbia, ho sentito sempre il mio cuore pesante, senza aria … dentro di me non si muoveva nulla, e Dio?… lo sentivo completamente assente, anche se non era così. Ho mantenuto la mia capacità di controllo e di non sfogare con le persone e trattenere tutto, quindi ho sviluppato la gastrite! Perché il malessere psicologico e spirituale, trovano sempre una via per manifestarsi, nei casi estremi nel corpo attraverso i sintomi.
La svolta è arrivata quando il giorno di Pentecoste ad un incontro di preghiera intenso, ho invocato con tutte le mie forze lo Spirito Santo e finalmente il Signore mi ha liberato, quel nodo che stringeva il mio cuore si è spezzato e ho ricominciato a respirare. In me ci sono solo stanchezza e delusione, i problemi sono rimasti, anzi alcuni si sono ingranditi, ma almeno sul piano spirituale traggo di nuovo la forza e l’energia per andare avanti e combattere lavorando sul piano psicologico-relazionale, e guarire anche dalla gastrite! 
Spesso la rabbia nasce dal fatto che mi concentro su ciò che mi manca, e perdo di vista quello che già ho, o rimugino sull’ingiustizia ricevuta o sull’ennesima delusione che mi ha dato quella determinata persona: non esiste una situazione perfetta, o persone che non abbiano problemi: anche se sono apparentemente felici, se parliamo con loro, in fondo c’è qualcosa di cui si lamenteranno e ci diranno cosa non va.
Ci sono delle condizioni oggettive che non possiamo cambiare, a volte non capiamo perché il Signore permetta certe prove, certe ingiustizie, che il male operi, l’unica cosa certa è che Dio non ci abbandona e trasforma il male in bene, fa nascere rose dalle spine. Nella mia vita ho sperimentato che spesso prima di darci quello che ha preparato per noi, Dio ci fa passare dalla strada stretta e angusta (Mt 7, 14), attraverso il deserto.
Controllare la rabbia richiede allenamento, respirare e contare fino a 10 prima di reagire, valutare il problema e trovare una strategia positiva, mantenere la pazienza (anche questa va allenata), cercare di tenere lontani i pensieri negativi, pregare molto, soprattutto benedicendo e lodando Dio e le persone che provocano in noi malessere: la lode e la meditazione cristiana sono ottimi strumenti (diversa dalla mindfullness).

Che Dio Padre ci liberi da tutto ciò che ogni giorno rischia di prendere il Suo posto nel nostro cuore, togliendoci la serenità!
Il Signore vi benedica e vi dia pace

Dott.ssa Giusi Perna

3 Responses to "“ESPLODI O MANDI GIÙ?” SULLA RABBIA…"

  1. Patrizia Posted on 29 giugno 2018 at 9:57

    Belle riflessioni .Grazie.Sei stata Chiara e esplicita.Dio ti benedica e accompagni sempre!

  2. Onlinepharmacycanada Posted on 30 giugno 2018 at 6:48

    Thanks so much for the post.Really thank you! Keep writing.

  3. antonio Posted on 4 luglio 2018 at 11:30

    grazie per la bella testimonianza…
    anche io ho fatto più volte esperienza nella mia vita di questo sentimento ( o risentimento emotivo..)

    in questi mesi sto chiedendo al Signore che possa toccare il mio cuore…perchè come è stato detto la rabbia alimenta tutta una serie di negatività che inquinano la mente ed anche lo spirito..
    un’arma è senz’altro lodare e benedire Dio..Leggere i salmi e come è stato detto confessione e comunione..

    faccio questa preghiera:
    Signore abbi pietà di me perchè sono infermo..ai piedi della tua croce depongo i sentimenti di male che vivono ancora in me..liberami tu..guariscimi tu..
    amen

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