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ESSERE SE STESSI FACENDO LA VOLONTÀ DI DIO!

Categories: Rubriche,Sinfonia a due mani

In questa società che tende all’omologazione del pensiero, delle emozioni, del comportamento, della moda, delle abitudini… della persona a tutti i livelli insomma, all’intorpidimento della coscienza, essere se stessi richiede coraggio.

Avere un pensiero critico, proprio e autonomo, aderire alla fede, a volte significa andare controcorrente. San Paolo ci ha detto “non conformatevi alla mentalità di questo mondo…” (Romani 12,2), beh a volte è difficile, ci vuole un buon livello di autostima ed essere pronti a combattere e resistere a chi vuole invece opprimere ed imporre il proprio pensiero e la propria volontà, cominciando dalla famiglia (“nessun profeta è ben accetto in patria” – Luca 4,24). Di questo posso testimoniare in prima persona come la lotta per la propria affermazione, umana e spirituale, avviene principalmente contro i propri genitori: si viene scherniti, definiti “monacati” o “bigotti”, a volte purtroppo anche rifiutati (nonostante sia impensabile ed inaccettabile, oltre che molto doloroso), a quel punto bisogna fare una scelta, tra l’approvazione umana o il “dare la vita” per il vangelo… Molte persone scelgono la prima via, più facile, comoda, meno impegnativa, ma non sono da giudicare o da criticare, ognuno ha la sua storia, la sua personalità, le sue ferite, dobbiamo pregare per tutti i fratelli. Se si sceglie la seconda opzione, bisogna andare avanti senza abbandonare mai la preghiera e, se è il caso, farsi aiutare dal proprio padre spirituale, dal proprio confessore, da un catechista affidabile, da uno psicologo cattolico di fiducia (gli aiuti non mancano), che possa accompagnarci e sostenerci, perché “chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà” (Luca 9,24).

Tuttavia San Paolo continua dicendo “trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto” (Romani 12,2), eh sì, perché la nostra umanità, il nostro egoismo tendono ad emergere e potrebbero farci prendere strade contrarie allo Spirito, infatti, sempre San Paolo dice di non capire il proprio comportamento perché compie il male che non vuole anziché fare il bene, a causa della tendenza a peccare che ogni uomo ha in sé stesso (la cosiddetta concupiscenza che ereditiamo dal peccato originale – CCC da 2514 ss). Per questo occorre una trasformazione, che naturalmente non può avvenire da sola, occorre lavorarci.

Sembra una contraddizione, essere se stessi e fare la volontà di Dio, in realtà non è così, perché Dio sa ciò che ci rende veramente felici e ci fa raggiungere la vera realizzazione: l’unione con Lui! Siamo stati creati a Sua immagine e a Sua somiglianza, quindi solo aderendo al progetto che Lui ha pensato per noi potremo essere autenticamente noi stessi, veramente felici e realizzati (“rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santità vera” – Efesini 4, 23-24).

Dunque, per essere se stessi, seguire Gesù e fare la volontà di Dio ci vuole coraggio, avere una buona autostima e pregare molto: sembra semplice, ma non lo è affatto. Ogni trasformazione, ogni cambiamento richiedono sempre consapevolezza, motivazione al cambiamento, perseveranza e forza, che ci vengono date dallo Spirito Santo, se noi le chiediamo! È un cammino, e come in ogni cammino la strada può essere dissestata, con sassi che ci intralciano, ci fanno cadere, ma una volta raggiunta la metà, si ha la pace: la porta stretta e la via angusta conducono alla Vita! (Matteo 7,14). Nel cammino spirituale, non si è mai arrivati, l’importante è decidersi per il cambiamento e camminare.

“Venite a me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi ristorerò” (Matteo 11, 28): un errore che fanno tante persone è quello di pensare che basta pregare e andare in Chiesa per non avere più problemi, al contrario, Gesù non toglie gli ostacoli e il peso del cammino, ma lo porta con noi e affronta le difficoltà insieme a noi, quindi dobbiamo scegliere se camminare da soli o con Gesù, perché la strada è la stessa ma camminando da soli è molto più pesante percorrerla. Un esempio che faccio sempre nei corsi prematrimoniali per far capire la differenza tra la coppia (e in generale la persona) che decide di formare una famiglia cristiana scegliendo di mettere al centro della sua vita Gesù e chi non fa questa scelta pur sposandosi in Chiesa, rimanda all’auto che i neo-sposi decidono di guidare nel cammino del matrimonio: ovvero la strada è piena di sassi, buche nell’asfalto, c’è scarsa visibilità… la prima coppia sceglie un Suv che guida Gesù in comunione con il Padre nello Spirito Santo, la seconda guida personalmente una Cinquecento anni ’60, a volte senza mappa: la qualità del viaggio e la direzione si intuiscono da sole!

Io direi di scegliere decisamente Gesù come compagno e guida di viaggio, nonostante le contrarietà delle persone, i giudizi, ecc… i vantaggi superano tutto ciò. E non demoralizziamoci se lungo la strada non capiamo, ci scoraggiamo, cadiamo, Gesù è pronto a rialzarci e ad inondarci con la forza del Suo Spirito se lo lasciamo guidare la nostra vita.

Anche in questo tempo estivo, di vacanza, lasciamoci inondare dall’amore di Dio e non scoraggiamoci, camminando camminando si capisce la Sua volontà!

 

Dott.ssa Giusi Perna

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